Nei giorni 17-18 novembre 2011 si terrà a Roma, presso il Complesso di San Michele a Ripa Grande, il consueto (posso ben dirlo, considerato che è il 57°) appuntamento con il Congresso nazionale dell’Associazione italiana biblioteche.
Sono stato invitato, e ho accettato con molto piacere, a parlare di prestito digitale e diritto d’autore. Questo l’abstract della mia relazione, dal titolo “Come si prestano i bit? Il digital lending sotto la lente del diritto d’autore”
Il prestito pubblico di opere dell’ingegno costituisce tradizionalmente uno dei principali fini istituzionali delle biblioteche. A fronte di costi di gestione in costante crescita e di sempre minori fondi a disposizione per l’acquisizione di testi, le tecnologie digitali promettono di aprire nuovi scenari e nuove possibilità, modificando radicalmente il significato di “prestito” insieme con le modalità della sua erogazione da parte delle biblioteche e con le modalità di fruizione dell’opera prestata da parte dell’utente. Le enormi potenzialità connesse con il prestito digitale delle opere (digital lending) devono tuttavia confrontarsi con un quadro normativo di riferimento ancora fortemente legato alla “galassia Gutenberg” e alla corporeità dei beni di cui questa si compone. E il passaggio da questa ad un “Celestial Jukebox” non avverrà senza difficoltà. La relazione mira così ad illustrare il significato giuridico dietro questa transizione tecnologica e ad indagare se e in che modo il diritto d’autore è in grado di armonizzarsi con i nuovi modelli di prestito delle opere.
Per chi ci sarà, arrivederci a Roma!
Giorgio Spedicato











